Gli obblighi di pubblicità e trasparenza non si applicano alle Università libere

Postato da Redazione il 26 Luglio 2016
Gli obblighi di pubblicità e trasparenza stabiliti dal D.lgs. 33/2013 (Testo Unico sulla Trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni) non si applicano alle c.d. {{Università libere}}, in quanto queste {{non costituiscono enti pubblici }} ma solo enti privati che svolgono attività di pubblico interesse. Lo ha chiarito il {{Consiglio di Stato }} con la sentenza {{n. 3043 }} dell' {{11 luglio 2016}} respingendo l’appello proposto dall’{{ANAC}}, secondo cui anche le Università non statali, poiché dotate del potere di rilasciare titoli equiparati alle Università pubbliche, avrebbero la natura di “enti pubblici non economici”. Secondo i giudici, invece: {{la Costituzione preclude alla legge di operare una sostanziale “pubblicizzazione” delle Università non statali}}, imponendo ad esse obblighi anche in materia di trasparenza e pubblicità che contrasterebbero con la natura sostanzialmente privatistica che le connota Infatti l’art. 33, ultimo comma, della Costituzione riconosce alle Università “il diritto di darsi {{ordinamenti autonomi }} nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato”, in modo incompatibile – quindi - con forme di controllo collettivo e pubblico sulle loro strutture organizzative (tra cui, ad esempio, gli organi di indirizzo politico). In altri termini, {{le Università non statali non possono essere ricomprese in alcun modo tra le Pubbliche Amministrazioni elencate all’art. 1, co. 2 del D.lgs. 165/2001 s.m.i.}}, a cui soltanto è applicabile il Testo Unico sulla Trasparenza (cfr. art. 11 co. 1 d.lgs. 33/2013).

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