Appalti Sanità: abuso di proroghe e rinnovi

Postato da Redazione il 28 Dicembre 2015

Con il comunicato del 4 novembre 2015 l’ANAC ha evidenziato, negli appalti in Sanità, un impiego eccessivo ed abusivo dello strumento delle proroghe tecniche e dei rinnovi di contratti pubblici.

Il presidente Cantone, al proposito, ha denunciato che "la proroga tecnica per i contratti pubblici non è più uno strumento di transizione determinato da fatti imprevedibili, ma è divenuto un ammortizzatore di palesi inefficienze nel processo di programmazione, gestione ed individuazione del nuovo assegnatario”.

L’indagine ha riguardato 39 stazioni appaltanti facenti parte di vari servizi sanitari regionali relativamente a contratti di lavanolo, pulizie e ristorazione: nel dettaglio sono stati analizzati 78 contratti, più volte prorogati.

Complessivamente, nei contratti oggetto di analisi, la misurazione delle proroghe ha evidenziato una sommatoria complessiva di 5694 mesi, pari a ben il 203% delle durate originarie (2804 mesi). Inoltre, sul già grave dato medio, spiccano i casi limite (18 in tutto) in cui è stata superata la percentuale del 300%.

Si riporta di seguito un estratto della tabella ANAC circa i principali motivi di proroga tecnica, i mesi complessivi di proroga attivati e la loro percentuale sul totale:

  • Normativa pre-codice/l. 62/2005 - 318 mesi - 6% del totale
  • Redazione atti e svolgimento della gara - 3909 mesi - 69% del totale
  • Contenzioso giudiziario - 74 mesi - 1% del totale
  • Nuova normativa nazionale - 72 mesi - 1% del totale
  • Nuova normativa regionale - 871 mesi -15% del totale
  • Mancanza di gare centralizzate - 450 mesi - 8% del totale
  • TOTALE proroghe attivate: 5694 mesi - 100% del totale.

Dall’indagine Anac emerge che il 69% delle proroghe è riconducibile alla difficoltà delle stazioni appaltanti di predisporre gli atti di gara e di svolgere le gare, garantendo il corretto avvicendamento degli affidatari.

La seconda causa comprende, invece, i casi relativi a mutamenti del quadro normativo sia nazionale che regionale (rispettivamente l’1% ed il 15% dei casi di proroga).

Infine, significativa è la percentuale dell’8% dei casi di proroga tecnica legati ad un "cortocircuito" nei processi di regolazione regionale in cui, da un lato, si impedisce agli enti di indire autonomamente nuove gare mentre, dall’altro, le centrali di acquisto avviano e completano con forti ritardi le gare di loro competenza.

Lo Studio legale Braggio offre assistenza alle Stazioni appaltanti per la corretta predisposizione degli atti di gara e gestione della procedura di affidamento nel rispetto della normativa nazionale e regionale.

© Riproduzione riservata

Potrebbe interessarti anche:

Bandi-tipo lavori sopra 150.000 euro: osservazioni entro il 20 settembre

Postato da Redazione il 9 Settembre 2013 in Leggi e Prassi

Scade il prossimo 20 settembre il termine per Stazioni appaltanti e imprese per trasmettere eventuali osservazioni all’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici (AVCP) sui bandi-tipo per l’affidamento di lavori pubblici di (...)

AVCPASS da oggi obbligatorio: appalti bloccati?

Postato da Redazione il 1 Luglio 2014 in Leggi e Prassi

Nessuna proroga per l’AVCPASS, il nuovo sistema di verifica telematica dei requisiti di partecipazione delle imprese che diventa da oggi obbligatorio per le gare d’appalto d’importo a base d’asta pari o superiore ai 40.000 euro (...)