Termini pagamenti PA: le novità del Decreto n. 192/2012

Postato da Redazione il 11 Gennaio 2013
{{Dal 1° gennaio 2013}} vige la nuova disciplina sui termini e sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali introdotta dal {{D.Lgs. n. 192/2012}}, che ha modificato numerose norme del precedente D.Lgs. n. 231/2002. {{{Nuovi termini di pagamento}}} Tutti i nuovi contratti di fornitura di beni e servizi conclusi con una P.A. devono prevedere un {{termine massimo di pagamento di 30 giorni}} (o di 60 giorni {"quando ciò sia giustificato dalla natura o dall'oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione"}) decorsi i quali scatta automaticamente per il fornitore il diritto agli interessi di mora. Se il contratto non prevede alcun termine di pagamento, si applicano i seguenti {{termini legali:}} -* {{60 giorni}}, se l'ente pubblico è un ente che fornisce assistenza sanitaria o un’impresa pubblica partecipata dallo Stato, dalle Regioni, dalle province o dagli enti locali; -* {{30 giorni}}, per le altre pubbliche amministrazioni. Oltre agli interessi di mora, in caso di mancato pagamento nei termini da parte della P.A., il fornitore ha {{diritto al risarcimento}} del danno, quantificato in via forfettaria 40 euro, e dei costi di recupero delle somme dovute. {{{Decorrenza degli interessi di mora}}} Se la P.A. non rispetta i termini di pagamento previsti, il fornitore non è tenuto a trasmettere la lettera di formale “messa in mora del debitore”, perchè gli interessi moratori decorrono automaticamente {{dal giorno successivo alla scadenza del termine di pagamento}}. In particolare, gli interessi moratori decorrono: -* dalla {{data di ricevimento della fattura}} da parte della P.A.; -* dalla {{data di consegna}} della merce o dalla data di prestazione dei servizi, quando la fattura è anticipata o quando non è certa la data di ricevimento della fattura; -* dalla {{data di accettazione}} o della verifica di conformità della merce o dei servizi eventualmente prevista nel contratto, se la fattura non è successiva a tale data. Gli interessi di mora sulle somme dovute vanno calcolati aumentando di 8 punti percentuali il tasso legale di riferimento che viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ogni semestre dell’anno (ad oggi pari al 2,5%). Pertanto, {{l'attuale tasso degli interessi moratori è del 10,5%}}. {{{Nullità delle clausole difformi}}} Un'altra importante modifica introdotta dal Decreto n. 192/2012 concerne le ipotesi di nullità delle clausole del contratto che contengono previsioni difformi dalla disciplina prevista. In particolare, {{sono nulle le clausole}}: -# che predeterminano o modificano la data di ricevimento della fattura; -# che escludono l’applicazione degli interessi di mora o il risarcimento per i costi di recupero delle somme dovute; -# che risultano {“gravemente inique” } per il fornitore/creditore in relazione al principio di buona fede e correttezza comunemente applicato nella prassi commerciale.

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