L’acquisto diretto a trattativa privata per "ragioni tecniche" o di "esclusiva"

Postato da Redazione il 4 Gennaio 2013
Negli appalti di lavori, forniture o servizi, {{la procedura negoziata è un sistema di scelta del contraente di natura eccezionale }} da parte della stazione appaltante, in quanto rappresenta una deroga alle ordinarie gare a procedura aperta o ristretta. Pertanto, il ricorso ad una procedura negoziata mediante trattativa diretta con un unico fornitore {{deve essere sempre adeguatamente motivata}} dalla stazione appaltante. Tanto l'ordinamento comunitario (art. 31, par. 1, lett. b) della direttiva 2004/18/CE) quanto quello nazionale (art. 57, comma 2 lett. b) del d.lgs. n. 163/2006) prevedono, fra le possibili eccezioni alla regola generale dell'obbligo di aggiudicare gli appalti a seguito di procedura concorrenziale, anche quella dell'acquisto diretto a trattativa privata con un unico fornitore { {{“per ragioni di natura tecnica o artistica ovvero attinenti alla tutela di diritti esclusivi”}} }. L'affidamento di un determinato servizio o l'acquisto di un determinato prodotto mediante trattativa privata per motivi di natura tecnica o artistica, o per l'esistenza di una privativa industriale, deve essere dunque adeguatamente valutato dall'Amministrazione, che deve esplicitare nella delibera a contrarre le {{concrete ed obiettive ragioni }} in base alle quali il contratto può essere affidato unicamente ad un soggetto determinato. Sull’Amministrazione incombe, inoltre, l’{{onere di verificare l’effettiva unicità della proposta}}, attraverso un’approfondita ricerca di mercato, e l'onere di dimostrare che sussistano effettivamente circostanze eccezionali giustificative di una deroga. Più specificamente, la stazione appaltante deve dimostrare in modo rigoroso che i prodotti offerti da altre imprese siano tali da comportare una incompatibilità, ovvero difficoltà tecniche di uso o manutenzione sproporzionate. Non basta, ad esempio, affermare che un insieme di lavori sia complesso e delicato, per dimostrare che esso deve necessariamente essere affidato ad un solo imprenditore; né basta agli stessi fini affermare che i lavori o il servizio o la fornitura abbiano caratteristiche tecniche particolari. Occorre, invece, {{dimostrare che un determinato soggetto sia l'unico imprenditore nel settore specifico a disporre del know-how necessario per eseguire la prestazione}}. L’affidamento di un servizio a trattativa privata non può giustificarsi solo in virtù del possesso di {{una privativa industriale}}, atteso che questa {{può legittimare una limitazione concorrenziale solo se sia in grado di connotarsi in termini di esclusiva funzionale}}, e cioè se venga in rilievo un prodotto con caratteristiche tecniche infungibili, non surrogabili da tecnologie alternative in grado di assicurare le medesime funzionalità. Consiglio di Stato, sentenza n. 5837/2011 {{{In sintesi:}}} -* il ricorso alla procedura negoziata prevista dall'art. 57, comma 2, del Codice Appalti rappresenta un'{{eccezione al principio generale della pubblicità e della massima concorsualità}} tipica della procedura aperta; -* i presupposti fissati dalla legge per la sua ammissibilità devono essere accertati con il {{massimo rigore}} e non sono suscettibili di interpretazione estensiva; -* la stazione appaltante deve verificare, attraverso un'{{indagine di mercato}}, che non vi siano altre imprese in grado di soddisfare le sue esigenze; -* la stazione appaltante deve dimostrare che {{gli altri prodotti offerti dal mercato sono del tutto incompatibili}}; -* le "{ragioni di natura tecnica o artistica}", o l'esistenza di una "{privativa industriale}" devono essere concretamente esplicitate dall'Amministrazione nella {{motivazione della delibera a contrarre}}.

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