Farmaci equivalenti: no all’elenco prezzi Anac senza parere AIFA

Postato da Redazione il 21 Marzo 2016
È indispensabile il parere preventivo dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) al fine di dichiarare l’equivalenza terapeutica tra farmaci diversi. In caso contrario è nullo, perché illegittimo, l’elenco prezzi ANAC relativo ai farmaci che sono stati dichiarati equivalenti senza il parere dell’autorità farmaceutica competente. È quanto ha stabilito il {{Tar Lazio}} con la sentenza del 3 marzo 2016 in cui si afferma che: E' illegittima la determinazione adottata senza il previo parere dell'AIFA, titolare di una {{competenza esclusiva in merito all'equivalenza terapeutica}} tra farmaci diversi, in ragione dei riflessi che tali valutazioni sono destinate ad avere sui livelli di assistenza sanitaria nazionali. La ragione di tale illegittimità risiede, a parere dei giudici, soprattutto nella violazione del D.L. n. 95/2012 (c.d. {{decreto Spending Review 2}}), sostituito dal D.L. n.179/2012, secondo cui {“nell'adottare eventuali decisioni basate sull'equivalenza terapeutica fra medicinali contenenti differenti principi attivi, le regioni si devono attenere alle motivate e documentate valutazioni espresse dall'Agenzia italiana del farmaco”} (art. 13 bis, co. 11-ter). In altri termini, in mancanza di valutazione motivata da parte dell’AIFA, le determinazioni sull’equivalenza terapeutica tra dispositivi medici, farmaci per uso ospedaliero, servizi sanitari e non, possono risultare parzialmente infondate e/o non pienamente attendibili. Ciò comporta l’ulteriore conseguenza del {{necessario annullamento}} tanto della {"Guida alle lettura dei prezzi in ambito sanitario"} pubblicata sul sito dell’ANAC, quanto dell’{{Elenco prezzi}} vero e proprio, predisposto dall'Osservatorio dei contratti pubblici, in riferimento ai farmaci e/o dispositivi dichiarati arbitrariamente equivalenti.

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