Comunicato ANAC: obbligo aggiornamento Piano Triennale Anticorruzione

Postato da Redazione il 28 Luglio 2015
Con comunicato del 13 luglio 2015 l'ANAC ha ricordato alle Pubbliche Amministrazioni l'obbligo di aggiornamento annuale del {{Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione}} (c.d. PTPC), prendendo a riferimento il {{triennio 2015/2017}}. Entro il 31 dicembre 2015 tutte le amministrazioni devono quindi mettersi in regola con l'obbligo, pena l'applicazione di una {{sanzione per il mancato aggiornamento }} annuale, ai sensi dell’art. 19, co. 5, D.L. n. 90/2014. L'obbligo di aggiornamento deriva dall'art. 1, comma 8, L. n. 190/2012 (c.d. {{Legge Anticorruzione}}) e dal Piano Nazionale Anticorruzione (c.d. {{PNA}}) in cui si afferma che: "{l’organo di indirizzo politico di ciascuna amministrazione, su proposta del responsabile anticorruzione individuato annualmente, adotta il piano di prevenzione della corruzione prendendo a riferimento il triennio successivo a scorrimento}". Ciò significa che, {{entro il 31 dicembre di ogni anno, il PTPC va aggiornato}} per l'anno in corso, tenendo anche conto delle prospettive per i due anni immediatamente successivi. Allo stato attuale - rileva l'ANAC - tutte le amministrazioni hanno adottato entro il 31 dicembre 2014 un primo piano 2014-2016, ma solo alcune finora hanno provveduto ad aggiornare il piano anche per il periodo 2015-2017. {{{Contenuti essenziali del PTPC}}} Nel comunicato l'ANAC elenca i contenuti essenziali che il Piano triennale per la prevenzione della corruzione deve contenere anno per anno, tra cui: -* apposite {{schede di programmazione}} delle misure di prevenzione (per ciascuna area di rischio) con indicazione degli obiettivi, delle priorità di intervento, della tempistica, dei responsabili e delle modalità di verifica delle misure; -* un {{resoconto delle verifiche}} e dei controlli effettuati (soprattutto sui casi di inconferibilità e di incompatibilità degli incarichi, sulla formazione delle commissioni, sull'assegnazione degli uffici e sullo stato di applicazione del Codice di comportamento dei dipendenti); -* una quantificazione delle {{ore/giornate di formazione}} sul tema dell'anticorruzione ed un'elencazione degli {{incarichi a dirigenti}} e funzionari nelle aree a rischio, soggetti a rotazione. Ogni amministrazione, inoltre, deve coordinare il Piano triennale anticorruzione con gli altri strumenti di programmazione adottati al suo interno (tra cui soprattutto il c.d. "Piano delle Performance") e con gli indirizzi del Piano anticorruzione adottato a livello nazionale (PNA). L'obiettivo finale - precisa l'ANAC - è che il {{PTPC}} non rimanga un insieme di regole astratte: piuttosto deve essere un {{atto programmatorio di attuazione concreta}}, sempre aggiornato in base al contesto, interno ed esterno, in cui ogni amministrazione agisce.

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