La mancata sottoscrizione dei patti di integrità è causa di esclusione?

Postato da Redazione il 3 Luglio 2015
{{{Quesito}}} In una gara d’appalto, la mancata sottoscrizione dei patti di integrità e protocolli di legalità è causa di esclusione dell'impresa concorrente dalla procedura di gara? {{{Risposta}}} No, la mancata sottoscrizione dei patti di integrità e protocolli di legalità non può essere, di per sé, causa di esclusione dell'impresa dalla gara d'appalto. Infatti, qualora il concorrente abbia omesso di accettare, in sede di partecipazione alla gara, le condizioni contrattuali previste, compresi gli obblighi di contrasto alle infiltrazioni criminali, l{{a Stazione Appaltante deve avviare la procedura di soccorso istruttorio}} ai sensi dell'art. 38 comma 2 bis del codice appalti. Lo ha chiarito l’{{ANAC}} nella sua {{determina n. 1/2015}}, secondo cui le uniche ipotesi di esclusione immediata dell'impresa concorrente dalla gara riguardano i casi di totale mancanza dei requisiti di partecipazione, o di offerta tecnica ed economica completamente carenti. Al di fuori di queste ipotesi, devono ritenersi {{sanabili, dietro pagamento della sanzione pecuniaria}} prevista dall'art. 38 comma 2 bis del codice appalti, tutte le "dichiarazioni e gli elementi inerenti le cause tassative di esclusione previste nel bando, nella legge, o nel disciplinare di gara". Pertanto, anche nel caso dei patti di integrità e dei protocolli di legalità, la mancata sottoscrizione degli stessi da parte del concorrente (la quale determina certamente un'{{irregolarità essenziale}}) può dar luogo a sanzione pecuniaria, ma non può determinare l'esclusione immediata del concorrente dalla gara.

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