Nuovo Codice Appalti. Adottato il disegno di legge delega (ddl).

Postato da Redazione il 15 Aprile 2015
La Commissione Lavori Pubblici al Senato ha adottato, lo scorso 8 aprile 2015, il nuovo testo base del {{disegno di legge delega (ddl)}} al Governo, per il recepimento delle nuove direttive UE e la conseguente adozione di un {{“nuovo” Codice degli Appalti Pubblici}}. Il disegno di legge riguarda l'attuazione della: -* {{direttiva 2014/23/UE}} sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, -* {{direttiva 2014/24/UE}} sugli appalti pubblici nei settori ordinari, -* {{direttiva 2014/25/UE}} sugli appalti pubblici nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali (c.d. settori speciali). Il nuovo Codice dei contratti pubblici sostituirà, dopo un periodo transitorio, sia l'attuale D.lgs. n. 163/2006 che l'attuale Dpr n. 207/2010 (Regolamento Appalti). {{{Principali novità del nuovo Codice Appalti}}} Nel testo di delega si stabilisce, anzitutto, che gli atti di recepimento delle nuove direttive europee non possano prevedere regole e vincoli legislativi più stringenti rispetto ai minimi richiesti dalle direttive. Non si potranno, ad esempio, mantenere o introdurre requisiti ed obblighi non strettamente necessari, né sanzioni inutilmente gravose. Questo dimostra l'intento del legislatore di {{ridurre il numero e la complessità delle norme}}, al fine di semplificare e rendere più trasparenti i criteri giuridici che informano le procedure di gara. Altra importante novità riguarda il {{rafforzamento dei poteri di controllo e vigilanza}} dell' {{ANAC}} (ex Avcp), con l'obiettivo di prevenire quanto più possibile i fenomeni corruttivi. Oltre ai tradizionali poteri di controllo, raccomandazione e sanzione, l'Autorità potrà, infatti, adottare atti di indirizzo quali linee guida, “bandi tipo”, “contratti-tipo” ed altri {{strumenti di regolamentazione}} flessibile, anche dotati di efficacia vincolante. Resta ferma comunque la possibilità di impugnare le relative decisioni, se ritenute illegittime, dinanzi agli organi di giustizia amministrativa. Inoltre l'ANAC: -* in un'ottica di centralizzazione degli acquisti delle PP.AA., dirigerà un apposito {{"Sistema di Qualificazione delle stazioni appaltanti"}} teso a valutarne l'effettiva capacità tecnico-organizzativa e la conseguente idoneità a gestire contratti di maggiore complessità ed ampiezza; -* gestirà un {{Albo Nazionale delle Commissioni Giudicatrici}} tra cui individuare liste di candidati idonei con specifici requisiti di moralità, competenza e professionalità, da indirizzare presso le stazioni appaltanti che ne facciano richiesta. Particolarmente utile per {{semplificare gli oneri documentali}} a carico delle imprese e le procedure di verifica dei requisiti da parte delle PP.AA. è, poi, la possibilità che le stazioni appaltanti utilizzino una {{"unica Banca-dati Centralizzata"}} per l'accesso a tutte le informazioni relative ai concorrenti. Grazie a tale banca-dati e in base alla reputazione dei singoli concorrenti, potranno inoltre essere accordate vere e proprie {{misure premiali}} a favore delle {{imprese più meritevoli}}. Oltre a tali innovazioni, va infine evidenziata la tendenza del legislatore a circoscrivere quanto più possibile due istituti attualmente piuttosto diffusi, quali le varianti progettuali in corso d'opera e l'appalto integrato. Quanto alle {{varianti progettuali in corso d'opera}}, il legislatore ne ha disposto un netto freno, sollecitando l'adozione di “{misure volte a contenerne il ricorso}”. In parallelo, anche rispetto all'{{appalto integrato}} l'orientamento del testo appare piuttosto restrittivo. Esso prevede infatti che la gara dovrà svolgersi, di norma, sulla base del progetto esecutivo già predisposto dalla stazione appaltante, “{salvo lavori caratterizzati da notevole contenuto innovativo o “tecnologico}” in cui sarà eccezionalmente possibile affidare all'appaltatore anche la progettazione. In ogni caso il criterio di aggiudicazione dovrà essere quello dell'{{offerta economicamente più vantaggiosa}} e non del prezzo più basso, ma questo costituisce un filo conduttore di tutta la riforma tesa a fare dell'offerta più vantaggiosa il "criterio preferenziale".

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