Dichiarazioni art. 38: le nuove sanzioni introdotte dal Decreto n. 90/2014

Postato da il 30 Settembre 2014
Previste {{nuove sanzioni a carico delle imprese partecipanti a gare d’appalto}} che omettono di rendere le dichiarazioni sul possesso dei requisiti di ordine generale di cui all’art. 38 del D.lgs. n. 163/2006 (Codice Appalti). Il Decreto Legge n. 90/2014, convertito nella Legge n. 114/2014 e recante {“Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari”} ha infatti {{introdotto un nuovo comma 2-bis dell'art. 38}} del Codice appalti, secondo cui: “{La mancanza, l'incompletezza e ogni altra{{ irregolarità essenziale}} degli elementi e delle dichiarazioni sostitutive} [rese ai sensi del D.p.r. n. 445/2000] {obbliga il concorrente che vi ha dato causa al pagamento, in favore della stazione appaltante, della sanzione pecuniaria stabilita dal bando di gara}”. La misura della {{sanzione pecuniaria stabilita dal bando di gara}} deve essere: -* non inferiore all'uno per mille dell'importo a base di gara, -* non superiore all'uno per cento dell'importo a base di gara, -* e comunque non superiore a 50.000 Euro. Il versamento di tale sanzione pecuniaria viene, di fatto, {{garantito dalla cauzione provvisoria}} che ogni concorrente è già tenuto a presentare, in base all'art. 75 del Codice appalti, a corredo dell'offerta, nella misura del 2% dell'importo a base di gara. Fermo il pagamento della sanzione pecuniaria, la nuova norma consente però al concorrente di {{sanare la propria posizione in gara}}, presentando la dichiarazione mancante o regolarizzando quella resa in modo incompleto, {{entro il termine assegnato dalla stazione appaltante}} (al massimo di 10 giorni). Qualora il concorrente non ottemperi nel termine assegnato, la stazione appaltante può disporre la sua esclusione dalla gara. Lo stesso Decreto Legge n. 90/2014, conv. In Legge n. 114/2014, ha poi {{introdotto un nuovo comma 1-ter dell'art. 46}} del Codice appalti, secondo cui: “{Le disposizioni di cui all'articolo 38, comma 2-bis, si applicano a ogni ipotesi di mancanza, incompletezza o irregolarità degli elementi e delle dichiarazioni, anche di soggetti terzi, che devono essere prodotte dai concorrenti in base alla legge, al bando o al disciplinare di gara}”. Si tratta, a titolo esemplificativo, delle {{dichiarazioni rese dall'impresa ausiliaria o dal garante del concorrente}}, che pure devono essere allegate alla documentazione da presentare in sede di partecipazione alla gara. Anche tali dichiarazioni, dunque, qualora mancanti o rese in forma incompleta, comportano il versamento della sanzione pecuniaria stabilita dal bando di gara e possono essere sanate entro il termine massimo di 10 giorni assegnato dalla stazione appaltante. Occorre infine precisare che, in base alle nuove norme introdotte, {“Nei casi di {{irregolarità non essenziali}}, ovvero di mancanza o incompletezza di {{dichiarazioni non indispensabili}}, la stazione appaltante non ne richiede la regolarizzazione, né applica alcuna sanzione”}. In pratica, viene rimesso al {{giudizio discrezionale della stazione appaltante }} stabilire, preferibilmente nel bando di gara: -* quali {“elementi”} e {“dichiarazioni”} prescritte in sede di partecipazione alla gara siano {“essenziali” } ed {“indispensabili”}, ovvero -* quando applicare il soccorso istruttorio dietro versamento della sanzione pecuniaria.

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