Qual’è la differenza tra grave negligenza, malafede ed errore grave?

Postato da Redazione il 27 Giugno 2014
{{{Quesito}}} L’art. 38, comma 1, lettera f, del d.lgs. 163/2006 prevede che siano esclusi dalle gare d'appalto i concorrenti che abbiano commesso grave negligenza o malafede oppure errore grave nell’esecuzione delle prestazioni: qual'è la differenza tra queste tre situazioni? {{{Risposta}}} L’art. 38, comma 1, lettera f, del d.lgs. 163/2006 prevede le seguenti fattispecie di esclusione dalle gare d'appalto: -# grave negligenza o malafede nell’esecuzione delle prestazioni affidate dalla stazione appaltante che bandisce la gara, secondo motivata valutazione da parte di quest’ultima; -# errore grave nell’esercizio dell' attività professionale, accertato con qualsiasi mezzo di prova da parte della stazione appaltante. 1) La "{{grave negligenza}}" e la "{{malafede}}" ricorrono quando un soggetto è stato inadempiente in un precedente rapporto {{con la medesima stazione appaltante}} che indice la nuova gara. La differenza tra le due ipotesi va ricercata nell’{{elemento psicologico}}: nella grave negligenza l’inadempienza viene posta in essere con “{colpa grave}”, mentre nella malafede con “{dolo}”. L’Autorità di vigilanza (AVCP) ha chiarito al riguardo che {“ai fini della configurazione delle ipotesi in esame, non basta che le prestazioni non siano state eseguite a regola d'arte ovvero in maniera non rispondente alle esigenze del committente, occorrendo, invece, una {{violazione del dovere di diligenza nell'adempimento}} qualificata da un atteggiamento psicologico doloso o comunque gravemente colposo dell'impresa”} (cfr. Determinazione AVCP n. 1/2010). Ai fini dell’esclusione del soggetto dalla gara è sufficiente una valutazione discrezionale dell’amministrazione unita ad una congrua motivazione della decisione. 2) L’ "{{errore grave}}", invece, è uno sbaglio commesso dall’impresa nell’ambito della propria attività professionale, di contenuto piuttosto rilevante, che può riguardare precedenti rapporti contrattuali intercorsi {{anche con altre stazioni appaltanti}}. L’errore grave, dunque, è strettamente {{connesso alla capacità tecnica e professionale}} della ditta globalmente considerata, rilevando nella specie anche le precedenti risoluzioni contrattuali in cui questa è incorsa. Il Consiglio di Stato ha recentemente precisato che l’art. 38, comma 1, lettera f), impone ai concorrenti, a pena di esclusione dalla gara, l'obbligo di dichiarare se si è incorsi in pregresse risoluzioni contrattuali per errore grave (cfr. [Consiglio di Stato, Sez. III, 5 maggio 2014, n. 2289->http://www.studiolegalebraggio.it/Risoluzioni-contrattuali-per?var_mode=calcul]). Come nella precedente ipotesi, la stazione appaltante può accertare l’errore grave con qualsiasi mezzo di prova ed è tenuta ad esprimere una valutazione congruamente motivata (cfr. Determinazione AVCP n. 1/2010).

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