Validità ed efficacia dei chiarimenti sulle prescrizioni di gara

Postato da il 25 Settembre 2014
Accade spesso che in seguito alla pubblicazione degli atti di gara (bando, disciplinare, capitolato), i potenziali concorrenti interessati a partecipare alla procedura formulino delle{{ richieste di chiarimenti}} alla stazione appaltante in merito a {{prescrizioni carenti, equivoche o addirittura contrastanti}} tra loro. Le modalità di pubblicazione delle risposte ai quesiti formulati dagli aspiranti concorrenti in una gara d'appalto non costituiscono oggetto di una espressa e specifica disciplina normativa, la quale lascia ampio margine di scelta alla stazione appaltante, con il solo limite del rispetto dei {{[termini di risposta->http://www.studiolegalebraggio.it/+-Chiarimenti-+] previsti dagli artt. 71 e 72 del d.lgs. n. 163/06}} (Codice Appalti). La ragione di tale flessibilità di disciplina risiede nella circostanza che le uniche fonti della procedura di gara sono e restano costituite dal bando di gara, dal disciplinare, dal capitolato e dagli eventuali allegati. Le informazioni rilasciate dall'Amministrazione in sede di chiarimenti hanno quindi una {{mera funzione di illustrazione delle regole già formate}} predisposte dalla disciplina di gara (c.d. {lex specialis}), senza alcuna incidenza in termini di modificazione delle condizioni di gara. Le regole della {lex specialis} vincolano rigidamente l'operato dell'Amministrazione, obbligata alla loro applicazione senza alcun margine di discrezionalità, in forza del principio di tutela della {par condicio} dei concorrenti, che sarebbe pregiudicata ove si consentisse la modifica delle regole di gara nel corso della procedura. Pertanto, quando le clausole della disciplina di gara risultano mal formulate o si prestano comunque ad incertezze interpretative, {{la risposta dell'amministrazione}} appaltante ad una richiesta di chiarimenti avanzata da un concorrente {{non deve costituire un'indebita (e perciò illegittima) modifica delle regole di gara,}} ma una sorta di interpretazione autentica, con cui l'amministrazione chiarisce la propria volontà provvedimentale in un primo momento poco intelligibile, precisando e meglio delucidando le previsioni della {lex specialis} (cfr. Cons. Stato Sez. III, 22/01/2014, n. 290). Laddove il chiarimento fornito dall'Amministrazione comporti una modifica sostanziale di una puntuale disposizione del bando (e non una mera rettifica formale), l'amministrazione dovrebbe seguire la regola del {contrarius actus}, secondo cui {{la modifica o il ritiro di un atto deve avvenire nelle stesse forme e seguendo il medesimo procedimento della sua adozione}}, sia sotto il profilo soggettivo (organi deliberativi), sia sotto il profilo procedimentale (fonte di pubblicazione dei due atti). In tal caso, l'amministrazione è quindi tenuta a pubblicare una {{deliberazione di rettifica}} del bando (o di altro atto di gara oggetto del chiarimento) e a {{prorogare i termini di presentazione delle offerte}}.

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