Chi ha l’onere di registrazione dei contratti pubblici?

Postato da il 24 Marzo 2014
{{{Quesito}}} A seguito di regolare aggiudicazione e stipulazione di un contratto d'appalto, un'Amministrazione pubblica può omettere la registrazione del contratto o chiedere all'aggiudicataria di provvedervi? {{{Risposta}}} L’obbligo o meno della registrazione dei contratti pubblici {{dipende dalla forma di stipulazione del contratto}} scelta dall’Amministrazione tra quelle previste dall’art. 11, comma 13, del D.lgs. n. 163/06 (Codice appalti). In base a tale norma, il contratto d’appalto va stipulato, a pena di nullità, con una delle seguenti forme: -# atto pubblico notarile informatico; -# forma pubblica amministrativa a cura dell’Ufficiale rogante dell’amministrazione aggiudicatrice, con modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante; -# scrittura privata. Per verificare quando un contratto d'appalto è soggetto a registrazione occorre quindi tener conto delle disposizioni contenute nel {{Regolamento interno adottato da ciascuna Amministrazione}} con riferimento alle modalità di stipulazione dei contratti pubblici. Secondo quanto previsto dal DPR 26/04/1986, n. 131 (Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro) {{i contratti stipulati mediante atto pubblico notarile o forma pubblica amministrativa sono sempre soggetti a registrazione}}, mentre i contratti stipulati mediante scrittura privata non autenticata sono soggetti a registrazione solo in caso d’uso. {“Si ha {{caso d'uso}} quando un atto si deposita, per essere acquisito agli atti, presso le cancellerie giudiziarie nell'esplicazione di attività amministrative o presso le amministrazioni dello Stato o degli enti pubblici territoriali e i rispettivi organi di controllo, salvo che il deposito avvenga ai fini dell'adempimento di un'obbligazione delle suddette amministrazioni, enti o organi ovvero sia obbligatorio per legge o regolamento”}(art. 6 DPR 26/04/1986, n. 131). Anche i {{soggetti su cui grava l'onere di procedere alla registrazione }} dipendono dalla forma di stipulazione del contratto scelta dall'Amministrazione (art. 10 DPR 26/04/1986, n. 131). Sono infatti obbligati a richiedere la registrazione: -* le parti contraenti per le scritture private non autenticate, per i contratti verbali e per gli atti pubblici e privati formati all'estero; -* i notai, gli ufficiali giudiziari, i segretari o delegati della pubblica amministrazione e gli altri pubblici ufficiali per gli atti da essi redatti, ricevuti o autenticati (...). Gli {{oneri fiscali a carico dell’aggiudicatario}} sono: -# {{l’imposta di bollo}}, dovuta per qualunque forma di stipula del contratto (quindi anche nel caso di scrittura privata non registrata) mediante apposizione sull’atto originale di una marca da bollo ogni 4 facciate, secondo quanto previsto dal DPR n. 642/1972; -# {{l’imposta di registro}}, dovuta in misura fissa solo nel caso in cui il contratto sia registrato (quindi per gli atti pubblici notarili, le forme pubbliche amministrative e le scritture private registrate in caso d’uso), secondo quanto previsto dal DPR n. 131/1986.

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