Stipulazione contratti: le nuove modalità elettroniche

Postato da Redazione il 8 Febbraio 2013

Dal 1° gennaio 2013 le pubbliche amministrazioni possono stipulare i contratti d’appalto di lavori, forniture e servizi anche in forma di atto pubblico informatico.

E’ quanto prevede l’art. 11 del D.lgs. n. 163/06 (Codice Appalti) dopo le modifiche introdotte dal decreto sviluppo bis (D.L. n. 179/2012 e s.m.).

Nello specifico, il nuovo art. 11 del Codice Appalti prevede ora quattro forme di stipulazione del contratto d’appalto:

  1. atto pubblico notarile informatico;
  2. modalità elettroniche secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante;
  3. forma pubblica amministrativa a cura dell’Ufficiale rogante dell’amministrazione aggiudicatrice;
  4. scrittura privata.

Pertanto, dopo le modifiche introdotte dal decreto sviluppo bis, l’atto pubblico notarile può essere soltanto informatico.

Ciò comporta che, per stipulare i contratti pubblici con “atto pubblico notarile”, le parti contraenti (Amministrazioni e aggiudicatari) hanno l’obbligo di utilizzare la firma digitale.

La stipulazione del contratto d’appalto in forma di atto pubblico informatico avviene attraverso il sistema tecnologico Notartel (società informatica del Notariato), che garantisce la conservazione e la validità giuridica del documento informatico (contratto ed eventuali allegati) firmato digitalmente dai soggetti contraenti.

Le “modalità elettroniche” citate dalla norma dovrebbero invece essere quelle che caratterizzano gli strumenti telematici d’acquisto di beni e servizi (convenzioni e accordi quadro Consip, MePA, sistemi dinamici d’acquisizione), i cui contratti già vengono sottoscritti con firma digitale.

Per stipulare i contratti pubblici in “forma pubblica amministrativa” oppure con “scrittura privata”, non è chiaro se permane in capo alle singole Amministrazioni una facoltà di scelta tra la modalità cartacea e la modalità elettronica.

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