Le novità del Decreto n. 66/2014 dopo la conversione in legge

Postato da Redazione il 1 Luglio 2014

Pubblicata sulla G.U. n. 143 del 23.06.2014 la Legge n. 89/2014 di conversione del Decreto legge n. 66/2014 "Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale" (c.d. decreto di Spending Review 3).

Entrano quindi definitivamente in vigore gli importanti provvedimenti finalizzati al contenimento della spesa pubblica, diretti ad incidere soprattutto sulle modalità di acquisto di beni e servizi, sui pagamenti e sulle società partecipate dalle Pubbliche Amministrazioni, favorendo, al contempo, una maggiore trasparenza amministrativa.

Nello specifico, le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a pubblicare sui propri siti informatici:

  • un estratto dei dati relativi alle entrate e alla spesa risultanti dai bilanci preventivi e consuntivi;
  • i documenti e gli allegati dei bilanci medesimi;
  • l’indicatore di tempestività dei pagamenti con cadenza annuale e dal 2015 con cadenza trimestrale.

Razionalizzazione della spesa pubblica per beni e servizi

Ai fini del contenimento della spesa, viene prevista la possibilità di riduzione del 5% del valore dei contratti in essere di beni e servizi, compresi quelli per i quali sia intervenuta l’aggiudicazione provvisoria, con facoltà di rinegoziare il contenuto degli stessi e, per il fornitore, di recedere dal contratto senza alcuna penale.

In caso di recesso del fornitore, per la durata residua del contratto le P.A. possono approvvigionarsi dei necessari beni e servizi mediante l’uso, in via alternativa, di:

  • convenzioni-quadro Consip;
  • centrali di committenza regionale;
  • affidamento diretto, nel rispetto della normativa vigente.

Le spese relative all’acquisto, noleggio, manutenzione, utilizzo delle autovetture, compreso l’acquisto di buoni taxi, vengono assoggettate ad un taglio del 30% rispetto alla spesa sostenuta nel corso del 2011, con la sola eccezione dei contratti in corso di esecuzione di durata pluriennale.

Sono escluse da detti tagli le autovetture utilizzate per l’esercizio di funzioni di vigilanza, ordine pubblico, difesa, ecc.

Ridotte anche le spese di riscossione fiscale da parte delle banche e degli altri operatori, nella misura del 30% per il 2014 e del 40% per ciascun anno successivo, rispetto alla spesa del 2013, e, al contempo, vengono previsti casi specifici di versamento utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Ai fini della razionalizzazione delle spese connesse alla manutenzione e alla locazione degli immobili, viene stabilito che, entro il 30 giugno 2015, le Pubbliche Amministrazioni provvedano ad adottare un piano di ricognizione degli immobili che preveda:

  • l’utilizzo di immobili disponibili di proprietà pubblica anche attraverso forme di condivisione con altri enti;
  • il rispetto del parametro metri quadrati per addetto;
  • il rilascio degli immobili in locazione passiva.

Dal 1° luglio 2014 tutte le Pubbliche Amministrazioni devono ridurre la spesa per locazioni passive nella misura non inferiore al 50%, e degli spazi nella misura non inferiore al 30%, con riferimento ai valori del 2014.
Le Pubbliche Amministrazioni possono comunicare il preavviso di recesso dai contratti di locazione entro il 31.07.2014.

Centralizzazione degli acquisti

L’obiettivo di riduzione della spesa pubblica viene perseguito anche attraverso la promozione di acquisti centralizzati di beni e servizi da parte di soggetti aggregatori.

Viene introdotto l’elenco dei soggetti aggregatori gestito dall’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici (ora accorpata nell’Autorità nazionale Anticorruzione), di cui faranno parte:

  1. Consip S.p.A.
  2. una centrale di committenza per ogni Regione, se costituita;
  3. gli altri soggetti che operano quali centrali di committenza.

Con successivo decreto da adottarsi entro il 31 dicembre di ogni anno, saranno definite le categorie di beni e di servizi nonché le soglie per le quali scatta l’obbligo di acquisti centralizzati da parte delle Amministrazioni statali, delle Regioni e degli Enti del S.S.N.

Anche i Comuni, esclusi solo i capoluogo di provincia, hanno l’obbligo di effettuare gli acquisti e gli affidamenti di contratti pubblici attraverso:

  • unioni di comuni, se esistenti;
  • accordi consortili tra gli stessi comuni utilizzando i relativi uffici o quelli della Provincia;
  • soggetti aggregatori;
  • Province;
  • Consip.

Gli Enti e le Amministrazioni pubbliche che non rispetteranno l’obbligo di acquisti centralizzati non potranno ottenere il codice identificativo di gara (CIG).

Fatturazione e pagamenti della Pubblica Amministrazione

Il passaggio alle fatture elettroniche per la Pubblica Amministrazione viene anticipato al 31 marzo 2015 con la precisazione che dette fatture dovranno necessariamente contenere:

  1. il Codice identificativo di gara (CIG), nei casi in cui trova applicazione la L. n. 136/2010 sulla tracciabilità dei flussi finanziari;
  2. il Codice unico di Progetto (CUP), qualora le fatture attengano a lavori pubblici o a progetti finanziati da contributi comunitari e nei casi di cui all’art. 11 della L. n. 3/2003.

La mancata indicazione dei suddetti codici impedisce alle Pubbliche Amministrazioni di effettuare il pagamento delle fatture elettroniche.

Dal 1° luglio 2014 viene introdotto il registro unico delle fatture relative ad appalti, somministrazioni e incarichi professionali.

Al fine di promuovere il rispetto dei tempi di pagamento, è fatto divieto alle Pubbliche Amministrazioni di assumere personale qualora abbiano superato di 90 giorni i termini medi di pagamento.

Viene infine stabilito l’obbligo di allegare al conto consuntivo un prospetto che dia evidenza:

  • dell’importo dei pagamenti effettuati successivamente alla relativa scadenza;
  • dei tempi medi di pagamento;
  • in caso di superamento di detti tempi medi, le misure adottate per provvedere tempestivamente ai pagamenti.

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