L’utile minimo d’offerta non comporta anomalia

Postato da Redazione il 2 Dicembre 2015

In caso di gara d’appalto da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, un utile minimo nell’offerta economica presentata dall’impresa concorrente non rappresenta, di per sé, una causa di anomalia.

Va ricordato, al riguardo, che il giudizio di anomalia dell’offerta è espressione di un potere tecnico discrezionale della Stazione Appaltante di per sé insindacabile, salvo illogicità evidenti, come nel caso di ammissione di un’offerta da cui derivi, per l’impresa, un utile pari a zero.

Al contrario un utile minimo, ma maggiore di zero, è pur sempre indicativo di un’offerta potenzialmente seria, congrua e attendibile.

Lo ha chiarito recentemente il TAR Milano con la sentenza n. 2306/2015, conforme a precedenti pronunce già rese, nella stessa direzione, dal Consiglio di Stato (Cons. di Stato, sent. n. 3785/2014, sez. IV e sent. n. 4206/2012, sez. V) secondo cui:

Ai fini della valutazione di anomalia delle offerte presentate nelle gare di appalto, non può essere fissata una quota rigida di utile al di sotto della quale l’offerta debba considerarsi per definizione incongrua, dovendosi invece avere riguardo alla serietà della proposta contrattuale e risultando in sé ingiustificabile solo un utile pari a zero.

Ciò significa che, nelle gare pubbliche di appalto, anche un utile apparentemente modesto può risultare vantaggioso, e quindi non indice di anomalia dell’offerta, se si considerano i benefici globali per l’impresa concorrente, derivanti dell’aggiudicazione finale dell’appalto.

Infatti, anche in presenza di un utile minimo, possono comunque esservi ricadute positive per l’impresa, non solo per via della prosecuzione in sé dell’attività lavorativa, ma anche per la maggiore qualificazione, pubblicità e curriculum discendenti dall’aver portato a termine un appalto pubblico.

Una valutazione complessiva di questi fattori, da parte dell’amministrazione, è incompatibile quindi con un giudizio di anomalia dell’offerta basato solo su soglie numeriche di utile, trattandosi di un automatismo matematico in contrasto con i principi di necessaria concorrenzialità e ragionevolezza, alle base delle procedure pubbliche di gara.

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