Bandi-tipo lavori: osservazioni entro il 14 marzo 2014

Postato da Redazione il 28 Febbraio 2014

Scade il prossimo 14 marzo il termine per Stazioni appaltanti e imprese per trasmettere eventuali osservazioni all’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici (AVCP) sui bandi-tipo per l’affidamento di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro nei settori ordinari.

Con un avviso dello scorso 7 febbraio, l’Autorità ha infatti comunicato la ripresa della consultazione precedentemente sospesa a seguito del parere con cui il Consiglio di Stato aveva dichiarato l’illegittimità di alcune disposizioni del Regolamento di attuazione del Codice Appalti (D.P.R. n. 207/2010) in tema di categorie a qualificazione obbligatoria e categorie superspecializzate richieste per la partecipazione alle gare di lavori pubblici.

Nelle more di un intervento normativo chiarificatore, l’art. 3, comma 9, del D.L. 30 dicembre 2013, n. 151 (cd. “Decreto Milleproroghe”) ha stabilito la ultrattività delle norme del Regolamento oggetto del parere, così legittimando la loro applicazione sino al 31.12.2014.

Per tale motivo, l’AVCP ha deciso di riaprire la consultazione sui bandi-tipo nei confronti degli operatori interessati, invitando gli stessi a presentare eventuali osservazioni entro il termine del 14 marzo 2014 ore 18.00, con il modulo in formato pdf appositamente predisposto.

Ricordiamo che l’Autorità ha elaborato, in relazione a ciascuna procedura di gara (aperta, ristretta e negoziata) ed in base al criterio di aggiudicazione (prezzo più basso oppure offerta economicamente più vantaggiosa) diversi schemi di bando, disciplinare e lettere di invito, sulla base dei quali le stazioni appaltanti sono tenute a predisporre la propria documentazione di gara.

I modelli dei bandi-tipo sono strutturati in due parti:

  1. parti obbligatorie, che le stazioni appaltanti sono sempre tenute ad inserire nella documentazione di gara (ad esempio, quelle relative alle cause tassative di esclusione di cui alla determinazione n.4/2012); e
  2. parti facoltative, che offrono alle stazioni appaltanti le diverse opzioni ammesse dalla normativa vigente (ad esempio, l’offerta a prezzi unitari oppure al massimo ribasso) e che devono essere adattati in relazione alle specificità di ogni singolo appalto.

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