Aggiudicazione illegittima: risarcimento danni al secondo concorrente

Postato da Redazione il 15 Gennaio 2016

Negli appalti di lavori, in caso di comportamento contra legem da parte della stazione appaltante che aggiudichi la gara ad un concorrente in difetto dei requisiti generali di partecipazione, la stazione appaltante deve risarcire i danni a tutela della posizione giuridica del secondo concorrente in graduatoria.

E’ quanto ha stabilito il Consiglio di Stato, Sezione IV, con sentenza del 21 dicembre 2015, n. 5803, in cui si afferma che :

Il danno da mancata aggiudicazione dell’appalto va commisurato alle utilità economiche perdute a causa della mancata esecuzione del contratto.

Il danno da mancata aggiudicazione dell’appalto deve essere risarcito, se possibile, “in forma specifica”, cioè con la riassegnazione dell’aggiudicazione in favore del concorrente secondo in graduatoria ed il subentro di questi nel contratto illegittimamente stipulato con l’aggiudicatario.

Soltanto se il subentro nel rapporto contrattuale si riveli impraticabile, a causa del tempo trascorso e/o dello stato di avanzamento dei lavori eseguiti nel frattempo, al concorrente secondo in graduatoria va riconosciuto il risarcimento “per equivalente”, cioè tramite pagamento di una somma di denaro.

In tal caso al secondo concorrente spettano:

  1. l’utile effettivo che il concorrente avrebbe conseguito in caso di aggiudicazione, in base all’offerta economica presentata in gara;
  2. il danno c.d. “curriculare” per la perdita dell’arricchimento professionale, da liquidarsi in via equitativa (circa il 5% sull’importo dell’appalto);
  3. gli interessi legali maturati dalla data di stipula del contratto fino a quella di risarcimento del danno.

© Riproduzione riservata

Potrebbe interessarti anche:

Cause di esclusione art. 38: basta una dichiarazione unica

Postato da Avv. Barbara Braggio il 2 Dicembre 2014 in Pillole di giurisprudenza

Con la sentenza n. 16/2014, il Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria ha finalmente risolto due questioni controverse sulle modalità di presentazione della dichiarazione di cui all’art. 38 del D.lgs. n. 163/2006 (Codice (...)

Non c’è socio di maggioranza in caso di tre soci con quote uguali

Postato da Redazione il 5 Novembre 2013 in Pillole di giurisprudenza

In caso di società di capitali con meno di quattro soci, l’obbligo di dichiarare i requisiti di moralità professionale ai sensi dell’art. 38 del D.Lgs. n. 163/2006 a carico del socio di maggioranza, non è configurabile (...)