Affidamenti in deroga alle Convenzioni Consip: l’indagine ANAC

Postato da Redazione il 26 Novembre 2015

Con comunicato presidenziale del 4 novembre 2015, l’ANAC ha reso noti gli esiti dell’indagine (condotta dal luglio 2014 all’ottobre 2015) sui casi di affidamento, da parte delle PP.AA., di appalti pubblici di servizi e forniture in deroga alle Convenzioni CONSIP.

A seguito del D.L. n. 95 del 6 luglio 2012 convertito in Legge del 7 agosto 2012 n. 135 (c.d. decreto sulla “spending review”), nei seguenti settori:

  • energia elettrica,
  • gas,
  • carburanti,
  • combustibili per riscaldamento,
  • telefonia mobile,

le Amministrazioni e le Società inserite nel conto economico consolidato ISTAT della P.A. sono tenute ad approvvigionarsi di beni e servizi esclusivamente attraverso gli strumenti delle convenzioni e/o degli accordi quadro CONSIP o delle Centrali di committenza regionali di riferimento, oppure ad utilizzare i sistemi telematici di negoziazione resi disponibili da tali soggetti,

Ciò non toglie però che, in caso di approvvigionamenti da altre Centrali di committenza o di procedure ad evidenza pubblica, per corrispettivi inferiori a quelli indicati nelle convenzioni e/o accordi quadro CONSIP, resta salva per le PP.AA. la possibilità di procedere ad affidamenti al di fuori delle predette modalità (c.d. affidamenti in deroga).

Recentemente l’ANAC, analizzando un campione di Stazioni Appaltanti, ha evidenziato le principali ragioni economiche di tali affidamenti in termini di risparmio percentuale (almeno pari all’uno per cento, rispetto alle convenzioni CONSIP, a parità di prestazioni) sul prezzo di beni e servizi oggetto di approvvigionamento.

Dall’indagine condotta dall’ANAC sono emersi segnali di ottimizzazione della spesa pubblica, specialmente grazie al frequente impiego del prezzo indicato nelle convenzioni CONSIP quale base d’asta per affidamenti a ribasso all’interno delle singole categorie merceologiche.

Inoltre, in generale, nei settori merceologici più soggetti a instabilità di mercato (come nel campo dell’energia elettrica) l’analisi ha evidenziato il ricorso da parte delle Stazioni appaltanti, nel periodo esaminato (2012-2014), ad ulteriori buone pratiche di razionalizzazione della spesa tra cui:

  1. il monitoraggio mensile dell’andamento delle quotazioni elaborate dalle Centrali di committenza, rispetto a quelle di altri operatori economici;
  2. la scelta del tipo di prezzo, fisso piuttosto che indicizzato;
  3. la scelta dell’eventuale meccanismo di indicizzazione, più reattivo in fase di discesa dei prezzi di mercato e viceversa in caso di aumenti sistematici di prezzo.

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