Legge Anticorruzione

Lo scorso 28 novembre 2012 è entrata in vigore la prima Legge Anticorruzione in Italia,
finalizzata a prevenire e ridurre il diffuso fenomeno della corruzione nella pubblica amministrazione ed il grave mercato delle tangenti negli appalti pubblici.

Si tratta della Legge n. 190/2012 (“Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”), applicabile a tutte le Pubbliche amministrazioni centrali e periferiche, agli enti locali, nonché agli enti pubblici ed ai soggetti di diritto privato sottoposti al loro controllo.

Di seguito le principali novità introdotte dalla Legge Anticorruzione.

Piani di prevenzione della corruzione

La legge introduce per la prima volta l’obbligo, per ciascuna Amministrazione pubblica, di redigere ogni anno un Piano triennale di prevenzione della corruzione, finalizzato in generale a garantire il buon governo della cosa pubblica.

Il Piano anticorruzione deve riportare:

  • la valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione;
  • gli interventi organizzativi volti a prevenire tale rischio;
  • le procedure appropriate per selezionare e formare, in collaborazione con la Scuola superiore della pubblica amministrazione, i dipendenti chiamati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione (ad es. quello degli appalti pubblici).

Responsabile anticorruzione

L’organo di indirizzo politico di ciascuna Amministrazione deve individuare, tra i dirigenti amministrativi di ruolo di prima fascia in servizio, un responsabile della prevenzione della corruzione.

Negli enti locali, tale responsabile della prevenzione della corruzione va individuato nel segretario, salva diversa e motivata determinazione.

Il responsabile anticorruzione deve:

  1. redigere il Piano di prevenzione della corruzione affinchè sia conforme alle linee guida dettate dalla Commissione nazionale per la valutazione, l’integrità e la trasparenza della pubblica amministrazione (Civit) nel Piano nazionale anticorruzione;
  2. verificare l’efficace attuazione del Piano e la sua idoneità in relazione all’attività dell’amministrazione;
  3. definire le procedure appropriate per la selezione e formazione dei dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione;
  4. verificare l’effettiva rotazione degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione.

La mancata predisposizione del piano e la mancata adozione delle procedure per la selezione e la formazione dei dipendenti costituiscono elementi di valutazione della responsabilità dirigenziale.

Inoltre, se all’interno dell’amministrazione viene accertato in via definitiva un reato di corruzione, il responsabile anticorruzione risponde, oltre che sul piano disciplinare, anche per il danno erariale e all’immagine della pubblica amministrazione.

Pubblicità e trasparenza

Al fine di garantire maggiore trasparenza nell’azione amministrativa e nella spendita di denaro pubblico, la legge anticorruzione rafforza gli obblighi di pubblicità a carico delle pubbliche amministrazioni.

Viene così previsto l’obbligo delle P.A. di pubblicare nei propri siti web:

  • le informazioni relative a tutti i procedimenti amministrativi, secondo criteri di facile accessibilità, completezza e semplicità di consultazione;
  • i relativi bilanci e conti consuntivi;
  • i costi unitari di realizzazione delle opere pubbliche e di produzione dei servizi erogati ai cittadini.

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